Storie in evidenza: La storia di Paola e del Linfoma a grandi cellule B

Si esce dal buio ma ci si deve passare dentro

Era il compleanno di mio figlio, 9 anni, ed io ero in Pronto soccorso perché non respiravo quasi più, avevo un terribile dolore al petto, una forte e costante oppressione dietro lo sterno. Non potevo più deglutire, nei mesi precedenti i medici non avevano capito il motivo...mi avevano diagnosticato prima un calcolo alla cistifellea e poi il reflusso con gastrite. Dopo i raggi al petto vidi arrivare il medico con una faccia cupa e capii che era una cosa grave: pensai alla cosa più brutta che mi veniva in mente avendo 37 anni ed essendo in perfetta salute "Avrò la polmonite". E invece: "Lei ha una massa enorme nel mediastino" cosa??? Medias ...cosa? Non sapevo nemmeno che esistesse il mediastino nel nostro corpo. Mille pensieri, ma i più intensi erano verso i miei 2 figli "Cosa ne sarebbe stato di loro senza la mamma??? Dovevo ancora proteggerli, sono piccoli" LACRIME. Poi un intervento d'urgenza per collasso bilaterale ai polmoni causato dalla massa. Quella maledetta massa aveva un nome: Linfoma del mediastino a grandi cellule B con massa Bulky, cioè enorme. Appena il tempo di togliere la pompa di drenaggio dai polmoni e l'invio in Ematologia per la visita con l'ematologo. Linfoma di 19 cm , pericardite in atto e trachea spostata a causa della massa. "Non c'è tempo da perdere, lei viene ricoverata oggi pomeriggio per avvio della chemioterapia in reparto ". PAURA. ANGOSCIA. ACCETTAZIONE. Il protocollo è R da Epoch una immuno-chemiotererapia molto forte 1 anticorpo monoclonale e 5 infusione di un mix di chemio 24 ore su 24. Dopo innumerevoli complicazioni durante le terapie, trombosi venosa profonda, intossicazione di grado 3 al fegato, tachicardia ai limiti del ricovero con oltre 120 battiti giorno e notte, arriva la fine. La sensazione è che non fossi più io quella persona, erano le infermiere che mi ricordavano chi fossi prima di attaccare la chemio: " nome e data di nascita " chiedevano, allora capivo che ero proprio io la malata. Ho imparato la Pazienza nelle ore ed ore passate in sala di attesa e attaccata alle flebo, ho imparato l'Accettazione di ciò che non posso cambiare, ho imparato ad accettare e chiedere Aiuto, a fermarmi, io che sono una forza della natura. Sono grata alla mia mamma, che con Amore e dedizione si è presa cura di me e dei miei figli per 6 lunghi mesi, sono grata alle mie più care amiche, sempre presenti, sono grata alle mie splendide colleghe. Sono grata al mio compagno che mi è stato vicino e ha mantenuto la calma e la normalità per i nostri figli. Sono felice di poter crescere ancora con i miei bambini. Per chi sta ancora lottando, forza! SI ESCE DAL BUIO, MA CI SI PASSA DENTRO.