Storie di chi ci sostiene: Mia figlia Irene e il Linfoma

Mi chiamo Vera e sono la mamma di Irene, una ragazza che a 12 anni si è trovata ad affrontare un Linfoma non Hodgkin. Mi sono sentita, come madre, profondamente impotente perché non potevo fare altro che starle accanto. Avrei voluto prendermi tutto il suo dolore e non potevo farlo. Irene è stata fortissima e oggi è in remissione, è tornata alla sua vita e oggi assaporiamo ogni istante insieme e siamo profondamente grati di questa seconda opportunità. A tutti i ragazzi che affrontano questa situazione dico: non smettete di credere nei vostri sogni. Sono la mamma di Irene, una ragazzina di 12 anni a cui è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin. È cominciato tutto con un dolore alla spalla. Dopo che la risonanza ha riscontrato una neoplasia e siamo stati mandati al Regina Elena e da lì, dopo il risultato della biopsia, all'ospedale Bambin Gesù. È stato un percorso durissimo scandito da sei mesi di cicli di chemio. Vedere la propria figlia subire i cicli di chemio e gli effetti di quest'ultime è stato molto duro. Mi sono sentita, come madre, profondamente impotente perché non potevo fare altro che starle accanto. Avrei voluto prendermi tutto il suo dolore. Lei è stata tostissima ed ha avuto un coraggio e un'energia incredibili. Nonostante questo profondo senso di impotenza che mi attanagliava ogni giorno, la forza di mio marito, l’unione fra Irene e sua sorella maggiore, Asia, e suo fratello minore, Gabriele, la presenza e l'aiuto costante e prezioso dei miei suoceri, l'amore dei miei genitori e delle zie di Irene, per non parlare di amici e colleghi, siamo riusciti a rimanere in piedi e a combattere fino alla remissione della malattia. Da settembre è tornata a scuola e vive la sua vita molto serenamente. La nostra vita è tornata a ritmi normali ma non è più la vita di prima, io non me la ricordo più come era prima di tutto questo. Ho imparato a darle un valore diverso, ogni giorno è prezioso e speciale, ogni giorno è un'opportunità. Ho sempre amato la mia vita e le mie scelte ma sono sempre andata di fretta senza mai godere di nulla. Oggi assaporiamo ogni istante insieme e siamo profondamente grati di questa seconda opportunità. A tutti i ragazzi che devono affrontare questo brutto male, dico di combattere e non arrendersi, oggi ci sono le cure e la possibilità di guarire e continuare a vivere la propria vita e realizzare i propri sogni e obiettivi. Prima per me la parola cancro significava destino infausto, oggi non è più così grazie alla ricerca. Vera