Linfoma non Hodgkin: lo studio ZUMA-5

Per i linfomi si vanno sempre più affermando le terapie cellulari, come le CAR-T, strategia terapeutica che consiste nella reinfusione di cellule T del paziente, “educate” a riconoscere ed eliminare selettivamente le cellule linfomatose. Uno degli studi più importanti che hanno portato all’approvazione di questa tecnologia nei linfomi indolenti recidivati/refrattari (R/R) è quello denominato ZUMA-5: in un’analisi primaria condotta su 104 pazienti con un follow-up di 17 mesi, lo studio aveva evidenziato un tasso di risposta globale del 92% e di risposta completa del 74%. Scopri di più sullo studio.
Nel campo dei linfomi si vanno sempre più affermando le terapie cellulari, quali ad esempio quelle che utilizzano le CAR-T, acronimo della dizione inglese Chimeric Antigen Receptor T-cell. Tale strategia terapeutica consiste nella reinfusione di cellule T del paziente, “educate” a riconoscere ed eliminare selettivamente le cellule linfomatose tramite un attacco mirato alla proteina CD19 espressa sulla superficie cellulare. Uno degli studi più importanti che hanno portato all’approvazione dell’uso delle cellule CAR-T nei linfomi indolenti recidivati/refrattari (R/R) è quello denominato ZUMA-5: studio registrativo di fase 2 multicentrico sull’utilizzo del CAR-T axicabtagene ciloleucel (axi-cel) nei linfomi indolenti quali i follicolari (LF) e i linfomi della zona marginale (LZM). In un’analisi primaria condotta su 104 pazienti con un follow-up di 17 mesi, lo studio aveva evidenziato un tasso di risposta globale del 92% e di risposta completa del 74%.  
Lo studio Zuma 5
Sulla rivista Blood sono stati recentemente pubblicati i risultati a lungo termine dello studio ZUMA-5, dopo un follow-up mediano dei pazienti di circa 3,5 anni. I 159 pazienti analizzati avevano una diagnosi di linfoma follicolare (127 pazienti) e di linfomi della zona marginale (31 pazienti), con età mediana di 60 anni (range 34-79) e una mediana di 3 precedenti linee di terapia. L’obiettivo primario dei ricercatori era analizzare il tasso di risposta globale, che è risultato pressoché sovrapponibile alle buone risposte rilevate nell’ ’analisi primaria: i pazienti con LF con follow-up mediano di 41,7 mesi hanno mostrato un tasso di risposta globale del 94%, mentre i pazienti con LZM con follow-up mediano di 31,8 mesi hanno presentato un tasso di risposta globale del 77%. Gli sperimentatori hanno inoltre evidenziato che il risultato era influenzato negativamente dalla presenza di malattia ancora attiva (alto burden di malattia) al momento della terapia e dall’esposizione al chemioterapico bendamustina in fase di preterapia, ponendo l’accento sulla necessità di un’attenta selezione dei pazienti sottoposti alla terapia con CAR-T. Lo studio conclude quindi che axi-cel ha dimostrato un’ottima e duratura risposta dopo 3 anni di follow-up. Nuovi studi randomizzati sono in corso per analizzare l’efficacia delle CAR-T rispetto alla terapia standard nei linfomi recidivati/refrattari.  
Fonte
Blood 2024 Feb 8;143(6):496-506 https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37879047/